COME VALUTARE LA QUALITÀ DEL LAVORO SVOLTO DA UN CONSULENTE PER LA “SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO” ?

lamberto meroni foto profilo 10 07 2014

CHI ?

Le figure professionali che si occupano di sicurezza sul luogo di lavoro sono investite di un ruolo molto importante ossia “tentare di abbassare le probabilità di infortunio e/o di malattie professionali” . Si tratta di un compito non semplice , in quanto , in primo luogo , la sicurezza viene considerata soltanto come un costo per l’Azienda e in secondo luogo è possibile convivere con situazioni di rischio costante anche per 40 anni senza raggiungere per forza il limite potenziale oltre il quale si verifichi un infortunio ; non solo ma eventuali casi di successo, da parte del consulente, non verranno riconosciuti oppure verranno giudicati come come una “mantenuta normalità”.

Una domanda per capire se avete a che fare con un consulente che realmente può occuparsi della vostra realtà aziendale è : “Con che tipologie di Aziende lavora ed ha lavorato in passato?”.

Questa domanda è molto importante in quanto la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere applicata per qualsiasi attività ove sia presente un datore di lavoro ed almeno un dipendente. In base a questa definizione , la legge 81/08 , si estende a qualsiasi attività sia essa produttiva, commerciale ecc …. Premesso ciò un consulente che ha solo una tipologia di clienti ,per esempio nel settore commerciale, avrà grosse difficoltà a comprendere ed ad analizzare una realtà lavorativa di tipo produttiva in cui le problematiche sono molte di piu’ , diverse e molto piu’ complesse.

COSA ?

Nella pratica un consulente in materia di sicurezza sul luogo di lavoro si occupa essenzialmente di ridurre due macro tipologie di rischi ossia :

1) Rischio infortunio

2) Rischio malattie professionali

Una domanda per capire se avete a che fare con un consulente che realmente può occuparsi della vostra realtà aziendale è : “In base alla tipologia di Azienda quali potrebbero essere le tipologie di infortuni e/o di malattie professionali a cui i miei lavoratori potrebbero essere soggetti ?”.

Quando si parla di rischi si intende una probabilità , ossia qualcosa che può succedere ma che potrebbe anche non avvenire mai. Detto ciò ,un consulente poco affidabile , nella sua analisi, potrebbe trattare con la stessa importanza rischi a livello probabilistico molto , molto differenti adducendo che siano sullo stesso piano.

Esiste una gerarchia e classifica dei rischi in Azienda che deve essere elaborata dal consulente sulla base della natura dei processi produttivi , delle macchine , delle materie prima , degli impianti , dei prodotti finiti e delle attrezzature presenti in Azienda. Questa gerarchia non è per nulla relativa ed un consulente che parte dal fondo di questa classifica ,ossia dai rischi meno probabili , rivelerebbe senza minimo dubbio la sua inesperienza.

COME ?

Una domanda per capire se avete a che fare con un consulente che realmente può occuparsi della vostra realtà aziendale è : ” Con quale metodo di lavoro intende procedere per abbassare il rischio infortuni e/o malattie professionali nella mia Azienda ? ” .

A questa domanda diretta se otterrete una risposta articolata riguardo la strategia di lavoro allora avrete buone probabilità di capire se la persona che avete davanti è realmente competente oppure no.

Personalmente il mio metodo di lavoro si basa su due fasi principali :

1) Fase A – Documentazione

Procedo innanzi tutto alla richiesta di numerose tipologie di documentazioni basandomi su una check list molto accurata e costruita negli anni di esperienza . Sulla base di questo identifico tutto la documentazione che manca e che quindi deve essere fatto da parte dell’Azienda. Preciso che la documentazione che richiedo non è opzionale ma si tratta di documenti essenziali e necessari che possono essere richiesti dalle ASL e dalle assicurazioni in caso di incidenti e/o infortuni.

La “fase documentale” procede poi anche in una raccolta di informazioni e dati molto precisa reparto per reparto riguardanti le seguenti macro categorie : Processi produttivi , macchine , attrezzature , materie prime , prodotti finiti ed impianti. Questa raccolta dati mi permette di sviluppare una vera e propria istantanea di come è strutturata l’azienda , dei rischi presenti e di fare tutte le considerazioni riguardanti i rischi.

2) Fase B – Interventi in reparto

Sistemata la parte documentale procedo al check reparto per reparto di tutto quello che concerne macchine , impianti , attrezzature , materie prime , prodotti finiti e processi produttivi. Questa fase è estremamente importante in quanto costituisce la fase attuativa di riduzione del rischio dalla “carta” alla realtà.

QUANDO ?

Il consulente deve essere in grado di sviluppare un’analisi che permetta di identificare tutte le situazioni che “in potenza” potrebbero essere pericolose per i lavoratori ed agire di conseguenza sviluppando misure di prevenzione e protezione efficaci che abbassino il rischio definitivamente per ogni processo produttivo presente in Azienda.

Una domanda per capire se avete a che fare con un consulente che realmente può occuparsi della vostra realtà aziendale è : “Quanto tempo impiegherà per mettere in sicurezza la mia Azienda ?”.

Si tratta di una domanda molto interessante e rivelatrice del grado di serietà di un consulente.

Per esperienza personale ,per Aziende con le seguenti caratteristiche :

1) Almeno 5 reparti produttivi

2) Almeno 20 dipendenti

3) Grado di documentazione da rinnovare completamente

4) Ottima disponibilità da parte del datore di lavoro e delle segretarie ,

Con queste premesse per svolgere un lavoro serio e puntuale è possibile arrivare ad impiegare almeno un anno per sviluppare tutta la documentazione basilare  , per sistemare eventuali problematiche rilevate presso i reparti produttivi e per elaborare misure di prevenzione e protezione che abbiano un senso e che non sappiano di “aria fritta” ed in finale superare un eventuale controllo da parte di una ASL.

Una domanda per capire se avete a che fare con un consulente che realmente può occuparsi della vostra realtà aziendale è : ” Con quale metodo intende seguire le numerose scadenze legate alla mia Azienda ?”.

La risposta a questa domanda è tutt’altro che scontata in quanto in un’azienda che inizia ad avere piu’ di tre reparti e piu’ di 5 dipendenti le scadenze per legge di diverse tipologie di documenti iniziano a diventare molto numerose e per niente facili da controllare.

In linea di massima esistono due tipologie di scadenze per le varie tipologie di documenti

1) Scadenze fissate per legge

2) Scadenze non fissate per legge

Le prime sono delle “routine” che il consulente deve seguire con attenzione e mettere al corrente l’imprenditore quando devono essere rinnovate. In linea generale abbiamo scadenze che possono essere annuali , biennali , triennali , quadriennali , quinquennali oltre decennali.

Le seconde tipologie di scadenze non sono fissate per legge , ciò significa che ci sono particolari documenti che , in base a fattori di cui parlerò in seguito, devono essere rinnovati annualmente ma in altri casi possono essere rinnovati anche ogni tre anni . In linea di massima , comunque , anche se non ho una scadenza fissata per legge un documento inizia ad essere molto vecchio per una ASL quando passa i tre anni di vita.

Il metodo che utilizzo , come consulente , per seguire tutte le scadenze e notificare che un particolare documento deve essere rinnovato si basa su un portale di proprietà del nostro studio che si chiama SKAD di cui è possibile visionare una clip del suo funzionamento a questo indirizzo : https://www.studiomeroni.eu/ .

Attraverso lo SKAD il mio studio manda dapprima una mail di pre avviso all’Azienda pertinente ad una determinata scadenza e in seguito con tempistiche che possono essere impostate una mail di avviso vera e propria.

 

Lamberto Meroni

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